



Gruppo rocciatori "Gir"
gli uomini...la storia
GRAN PARADISO.....FINALMENTE!!!!
Finalmente il sogno di portare una gita sezionale in cima ad un "4000" si è avverato.
Era infatti da qualche anno che Antonello e i suoi collaboratori inseguivano questo traguardo e in questa bizzarra estate, nei giorni 22, 23 e 24 luglio, sulla cima del Gran Paradiso a 4061 m. ci sono arrivati 30 escursionisti agordini.
Qualcuno potrà borbottare che"...per arrivare fin lassù non è poi così difficile..." in realtà, organizzare e portare un gruppo così numeroso ed eterogeneo a quelle quote, non è per niente semplice perchè le variabili in gioco sono tante: dalla condizione fisica dei partecipanti alla quota elevata, alla logistica del viaggio e del pernottamento in rifugio, per finire con le condizioni meteo che sono determinanti per la riuscita dell'escursione.
Ma tutto ciò non ha scoraggiato gli organzzatori e dopo aver pianificato tutto con precisione, è finalmente arrivato il giorno, anzi l'alba della partenza: appuntamento alle 3:45 ad Agordo e partenza alle 4 con il Granturismo del dimamico e simpaticissimo
Pedy...Viaggio tranquillo e quasi tutto d'un fiato e in perfetto orario sulla tabella di marcia, alle 12:30 siamo arrivati in Valsavaranche, da dove, caricati in spalla i pesanti zaini è iniziata la salita al Rifugio Vittorio Emanuele II: 700 m. di dislivello per due ore di marcia.
Bello il colpo d'occhio della semi-botte de rifugio che a 2735 m, ospita oltre un centinaio di alpinisti di tutte le nazionalità. Dopo la sistemazione (più o meno comoda...), un po' di riposo poi cena e tutti a nanna.
Sveglia di buon'ora (le 3:45...), colazione e alle 5 tutti in cammino, silenziosi e concentrati verso l'ambita meta. A quota 3100 m lungo la Via Normale, sono iniziate le "difficoltà alpinistiche" della marcia su ghiacciaio con la formazione di dieci cordate da tre, indipendenti ma virtualmente unite e ben determinate, accompagnate da un vento e da una tormenta di neve che gelavano il viso. Qualcuno più esperto, altri neofiti del ghiacciaio, dopo 4 ore, tutti e trenta siamo arrivati alla vetta (nei pressi della famosa Madonnina).
Con un po' di fortuna anche la nebbia che ci ha nascosto la vetta lungo tutto il ghiacciaio, si è diradata regalandoci un po' di sole e una visuale a 360° quasi da togliere il fiato.
Certo lassù non ci si poteva sentire soli, visto l'affollamento quasi da mercato, che ha scoraggiato quasi tutti a raggiungere la bianca statuetta, un po' per i lunghi tempi di attesa e un po' per il pericolo creato da qualche alpinista che pur di raggiungere l'obbiettivo, si faceva largo a spintoni, a scapito dell'atrui sicurezza. Rientro per la stessa via e già nel primo pomeriggio al rifugio, una fumante pastasciutta accompagnava i commenti e la gioia dei partecipanti.
La giornata di domenica ci ha visti "passeggiare" fino al Rifugio Chabod e poi rientrare a fondovalle dove il mitico Pedy aveva già apparecchiato la tavola per il meritato banchetto, consumato in allegria e relax.
Unamine è stata la soddisfazione e positivi sono stati i commenti per questa esperienza lontano dalle Doloniti, in un ambiente nuovo, dove niente è lasciato al caso e dove le condizioni meteo dettano legge e sono l'ago della bilancia che decide per la riuscita o meno dell'impresa.
Lungo il viaggio di rientro nel clima rilassato del "dopo-cima" si sono sprecate battute e risate e ovviamente progetti per l'anno prossimo.
Un sentito ringraziamento va fatto ad Antonello quale impeccabile organiìzzatore, agli accompagnatori e ovviamente agli escursionisti che con tenacia e determinazione, sfidando freddo, intemperie e notti insonni, hanno raggiunto una importante vetta e aggiunto nel loro bagaglo alpinistico un'esperienza certamente indimenticabile. Un simpatico grazie anche all'amico Pedy.